malelingue

November 30, 2012 by hot tuNa

colonizzazioni, migrazioni, conversioni, costrizioni…la storia umana e` piena di fenomeni sociali che portano a mescolanze e modificazioni culturali. Il risultato? gran parte dell’ umanita` parla un miscuglio di lingue, ma frullate e shackerate a puntino.

in indocina molti studiano in inglese, supremo idioma del business, a casa parlano cantonese o mandarino e ufficialmente malese o thai….e se ci si sposta verso l’india, non parliamone nemmeno….

ma quella che puo` sembrare una societa` poliglotta e integrata ha in realta` il terribile difetto di specializzare l’uso delle lingue a diversi ambiti e impoverirne la conoscienza globale. Il risultato? gran parte dell’ umanita` parla quel miscuglio di lingue male, e riducendo la propria proprieta’ di linguaggio, di fatto, riduce la propria mente….ma non andiamo troppo in fretta…

per inciso, io una unica lingua madre ce l’ho ed e` anche particolarmente bella, percio` dovrei scrivere di piu` con essa, anche se il messaggio sara` accessibile solo a una piccolissima parte del pianeta….(tanto credo comunque che questo blog non lo legga nessuno!?!?!)


il primo ministro di Singa lancia la campagna per parlare un’inglese piu`corretto..

tornando ai miscugli verbali, nello specifico, direi che l’inglese e` assolutamente pragmatico, calzando perfettamente nella cultura anglosassone, ma non brilla certo in sfumature.
Quando viene esportato a popoli particolarmente inquadrati, come i cinesi, il cocktail puo` diventare esplosivo. Il cinese, in uno qualunque dei vari modi di parlarlo, ha enorme proprieta` lessicale, ma quasi nessuna struttura.
il risultato? nel sudest asiatico, purtroppo, invece di aver dato vita a un inglese multisfaccettato, ne ha abortito una versione sgrammaticata e gutturale

ora veniamo al tasto veramente dolente….la neo-lingua….
senza scavare a fondo tra gli innumerevoli parallelismi tra il capolavoro orwelliano e questa piccola isola equatoriale, bisogna riconoscere che il numero di acronimi usati giornalmente dalla popolazione locale e` sbalorditivo.
molte si generano nei documenti ufficiali, nella scrittura digitale, negli sms, nel linguaggio tecnico, ovunque…
il risultato? una semplice conversazione di lavoro a Singapore può sembrare un messaggio militare in codice, e di alcune sigle le persone hanno gia` dimenticato il significato esteso originario.
Il progetto procede a gonfie vele, quindi chiudo pensando a quello che scriveva il caro George, tradotto nel piacevolissimo idioma italico:

” Fine della Neolingua non era soltanto quello di fornire un mezzo di espressione per la concezione del mondo e per le abitudini mentali… ma soprattutto quello di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero.
Era sottinteso, come una volta che la Neolingua fosse stata definitivamente adottata, e l’Archelingua, per contro, dimenticata, un pensiero eretico sarebbe stato letteralmente impensabile, per quanto almeno il pensiero dipende dalle parole con cui è suscettibile di essere espresso.
Il suo lessico era costituito in modo tale da fornire espressione esatta e spesso assai sottile a ogni significato che un membro del Partito potesse desiderare propriamente intendere…
Daremo un unico esempio. La parola libero esisteva ancora in Neolingua, ma poteva essere usata in frasi come “Questo cane è libero da pulci” ovvero “Questo campo è libero da erbacce” ma non poteva essere usata nell’antico significato di “politicamente libero” o “intellettualmente libero” dal momento che la libertà politica e intellettuale non esisteva più, nemmeno come concetto, ed era quindi di necessità priva di una parola per esprimerla.
La Neolingua era intesa non a estendere ma a diminuire la possibilità del pensiero; si veniva incontro a questo fine appunto, indirettamente, col ridurre al minimo la scelta delle parole…”
Orwell, G., 1984, Mondadori, 1996, p.315- 326


No Comments »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.